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a fossa semplice, come alla Scamozzina, o a fossa rivestita di lastre di pietra o ciottoli. L’urna è generalmente priva della ciotola-coperchio, e, a volte, è chiusa da una lastrina di pietra o, talvolta, collocata capovolta nel terreno. Contrariamente alla Scamozzina,
l’urna conteneva anche i resti di più individui. Le dimensioni della necropoli,
rispetto alle altre similari, è di dimensioni decisamente maggiori: si
calcola che la necropoli dovesse comprendere almeno 200 tombe delle quali,
parecchie, a più deposizioni. La ceramica della cultura di
Canegrate è molto simile a quella in uso nello stesso periodo a Nord delle
Alpi (Provenza, Savoia, Isère, Vallese Svizzero, Gruppo
Reno-Svizzera-Francia orientale). Poiché per l’archeologo la ceramica è
l’indicatore fondamentale per riconoscere i rapporti tra diverse culture, le
analogie riscontrate tra il vasellame di Canegrate e quello transalpino, fa
pensare che vi sia una componente proveniente dal Nord delle Alpi. Con ogni
probabilità esisteva anche una continuità linguistica ed etnica fra l’antica
popolazione di Canegrate e i gruppi stanziati nella stessa area durante
l’età del ferro. |