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...incerte: non si sa quando sia sorto il paese, né chi furono i primi abitanti. Per quanto riguarda il nome del paese esistono versioni diverse: secondo una, Carnate deriverebbe il suo nome da quello di una tribù di galli Carnuti, che si erano stanziati nella zona, mentre secondo un'altra, Carnate sarebbe un nome di luogo relativo a proprietà agricole in età romana e conterrebbe il nome personale galloromano Carnus, che deriva dalla radice celtica e preceltica "Karn" (pietra). Il paese comunque è stato per lungo tempo un piccolo centro con forme di vita sociali molto semplici ed a carattere rurale, di cui si trova poco nei documenti ufficiali. La storia più antica del paese si lega con ogni probabilità ai luoghi vicini, ad esempio Vimercate, luoghi in cui sono rimaste tracce e testimonianze di civiltà romana. E romano è anche il coperchio del sarcofago che ancora oggi si trova nella villa Fornari Banfi. A cominciare dal XV secolo si hanno notizie più sicure: intorno al 1483 si stabilirono a Carnate i Carmelitani di Milano, il cui convento è ancor oggi esistente, ma, dopo aver subito vari rifacimenti nel corso degli anni, versa in pessime condizioni. È però intenzione dell'Amministrazione comunale di acquisirlo dal privato a cui appartiene per procedere al recupero riportandolo alla struttura originaria e collocandovi la biblioteca e altri servizi comunali. Il periodo dei frati carmelitani, che tra l'altro introdussero anche il culto della Madonna del Carmelo, fu florido per il paese: le grandi processioni e le feste paesane che vi si svolgevano attiravano fino a 15.000 persone dai paesi vicini, una moltidudine di gente davvero considerevole per il tempo. Nel 1769, dopo circa tre secoli di permanenza, i Carmelitani dovettere lasciare il paese in seguito ad un decreto di Maria Teresa d'Austria in cui si disponeva il ritorno di tutti gli appartenenti ad ordini religiosi ai rispettivi conventi. Ancora oggi la classica festa del paese che ricorre nella domenica dopo Pasqua coincide con una delle feste religiose celebrate al tempo dei Carmelitani. Dal 1869 al 1909 Carnate fece parte del Comune di Bernareggio. Con la nascita e lo sviluppo dell'industria serica, nel paese si praticò la bachicoltura e sorsero una filanda e un filatoio per la lavorazione della seta. Molte donne provenienti anche da altri paesi, furono impiegate nelle fabbriche del luogo. Di questa attività che ha costituito un'importante fonte di reddito per i carnatesi ora rimane solo qualche attrezzo in villa Banfi, mentre un complesso di abitazioni, chiamato appunto "La filanda", ha preso il posto della fabbrica. Il filatoio invece esiste ancora, ma in pessime condizioni, per cui si potrà probabilmente salvare, recuperandolo, solo il camino in mattoni con base decorata. L'avvento delle fibre sintetiche segnò il declino e la fine delle industrie seriche di Carnate ed il paese si volse ad altre opportunità. Negli anni sessanta si ebbe un notevole incremento della popolazione, che in un decennio passò da 2.426 abitanti (1960) a 4.625 (1970). Da allora i residenti di Carnate sono costantemente aumentati fino ad arrivare agli attuali 7.325. Questo è dovuto non tanto alla presenza nel paese di industrie quanto all'insediamento delle stesse nelle vicinanze e alla facilità di comunicazione con Milano. A Carnate infatti esiste un importante nodo ferroviario di collegamento con il capoluogo, con Lecco, Sondrio, Bergamo ed altri paesi della Brianza. Il paese ha assunto un aspetto moderno e se nella zona stazione il quartiere si presenta con qualche tratto tipico della periferia cittadina (palazzoni e parcheggi), la cosiddetta "Carnate Alta" costituisce una zona residenziale gradevole, con ampi spazi verdi e viali alberati. Della Carnate vecchia rimane ancora qualche cascina vicino alla villa Banfi, nelle adiacenze della scuola materna e nella zona di Passirano, caratterizzata appunto dalla presenza di un nucleo di abitazioni poste intorno ad una corte, che un tempo costituiva la zona di incontro della comunità. |