F i e r a d i m i l a n o .i t






 

Popolazione: 12.317
(2001)
Indirizzo: via Don Oreste Moretti 10
Cap: 20020
Telefono: 02/994711

   
In “Cesate: abitanti, storia e arte, territorio - dall’invasione gallica ad oggi”,  si legge: “il nome del paese compare, per la prima volta, in un’iscrizione funeraria su un antico sarcofago in pietra, tutt’ora conservato in Cesate” … presso la sede storica della biblioteca civica. L’iscrizione risalirebbe all’età carolingia (secc. VIII-IX): Hoc. Est. Sepvl. Illorum. De. Cixate, che significa questo è il sepolcro dei nobili di Cesate.
L’antico nome del paese era quindi Cixate, lo stesso compare tre volte anche nel manoscritto della fine del XIII secolo di Goffredo da Bussero (1220-1289), come sede di chiese. Il nome del paese compare anche più tardi, alla fine del secolo XIV, in un altro manoscritto, il Notizia cleri mediolanensis de anno 1938, quantunque scritto in modo diverso: Cixate, Cizate, Cyzate, Cyxate. Secondo alcuni, in realtà, il nome Cesate è composto dal radicale Caesa e dal suffisso -ate. Ablativo locativo, allusivo a proprietà di famiglie o di persone; in tal senso, quindi Cesate equivarrebbe a tenuta, proprietà, possedimento di Cesar. Talvolta però il suffisso -ate è inteso come una forma addolcita e attenuata di un suffisso di origine gallica, nel qual caso si dovrebbe pensare a Cesate come ad un insediamento di origine gallica, poi romanizzato.

 

      Da vedere:

   


Affresco della madonna del latte

Affresco di anonimo luinesco, detto della Madonna del latte, in quanto in origine, la Madonna raffigurata allattava effettivamente il bambino. Le madri cesatesi pare offrissero i loro averi più preziosi, sete finemente ricavate, gioielli e ori, alla Madonna, affinché donasse latte ricco e nutriente. Gli oggetti venivano poi messi all’asta l’ultima domenica di ottobre ed il ricavato serviva per la manutenzione della chiesetta dedicata a S. Maria delle Grazie.

Affresco della madonna e dei Santi
Quasi certamente opera di bottega, l'affresco appare assimilabile ad alcune opere contemporanee di Bernardino Luini. La schematicità delle figure, alcune rigidezze nel disegno e, a tratti, la pesantezza nei panneggi delle vesti della madonna fanno attestare la datazione del dipinto intorno alla metà del '400. Volti assorti e fortemente rilevati, gesti ieratici e didascalici nei profili dei santi: S. Bernardino con il libro aperto e con le tre tiare a terra, simbolo della predicazione, e S. Rocco, protettore degli appestati, la cui mano vistosamente mostra la piaga aperta. Predominano i colori bruni, gli ocra caldi e terrosi, le terre bruciate, in una splendida osmosi cromatica.

La Via crucis e L’ultima cena di Nastasio
Quattordici tavole di legno incise, suggestioni potenti di arte astratta, tratto forte e deciso a sottolineare con vigoroso figurativismo i momenti più struggenti della Via Crucis. Linee vibranti, stacchi netti, irregolari, definiscono le figure, dove è leggibile solo la tensione estrema. Un’impaginazione volutamente dimessa ne evidenzia l’intensa drammaticità. Al centro della navata, dietro l’altare, un’immensa opera di 20 mq: “L’ultima cena” interpretata da Nastasio. Come nelle incisioni lignee della via Crucis.

Le Corti
Anticamente Cesate era strutturato in corti.
Nel corso degli ultimi anni alcune corti sono state recuperate dal punto di vista urbanistico: la Corte Romanò è una di queste.
 

      Monumenti e Luoghi

 


La Chiesa
 



Corte Romanò

                                                  
Manifestazioni

  Mostra dell’antiquariato - con cadenza mensile ogni 2a domenica del Mese

Sfilata dei carri allegorici di carnevale

Corsa podistica Quater Pass

Manifestazione XXV Aprile

Corsa podistica Scuola in Marcia
 

Processione Corpus Domini

Manifestazione sportiva Duathlon

Processione Festa Patronale SS Alessandro e Martino

Corteo Disfida delle Contrade

Ecofiera

Processione Festa San Francesco

Festa delle Forze Armate - 4 Novembre

Manifestazione Natale sotto le stelle

Manifestazione Presepe Vivente