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Villa Casati
La
famiglia Casati subentra nel possesso della villa alla famiglia Besozzi.
In epoca medioevale era proprietà del monastero di Sant’Ambrogio.
L’edificio è sicuramente edificato sul basamento di un’antica “casa
forte”: infatti, tutto l’insediamento medioevale di Cologno era
sviluppato lungo gli argini di un fontanile, ora coperto, che percorreva
da sud a nord l’intero abitato. Con il passaggio di proprietà ai nobili
Casati, la “casa forte” viene ristrutturata e si trasforma in “palazzo
ottocentesco”, luogo di villeggiatura dei Casati.
E’ l’attuale sede Municipale. Negli ambienti interni, recentemente
restaurati, troviamo rappresentazioni di scene mitologiche guerresche;
salendo il maestoso scalone in pietra situato alla destra del portico ci
troviamo in ampi saloni decorati con soffitti a cassettoni lignei
dipinti e fasce affrescate attualmente adibiti a sala giunta e sala
consiliare.
E’ in corso di pubblicazione un interessante studio iconografico del
prof. Andrea Spiriti “Palazzo Besozzi-Casati di Cologno: iconologia di
una grande dimora barocca”. Dallo studio si evince che il ciclo
decorativo è frutto di quattro momenti distinti. Molti i legami politici
e culturali con Bartolomeo III Arese (Presidente del Senato e Presidente
del Consejo de Italia) riscontrabili anche in affinità pittoriche con
Palazzo Arese Borromeo di Cesano Maderno e altri castelli, chiese o
dimore private, tutte attribuibili agli stessi artisti su committenza
dell’Arese.
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Villa Sormani

E’ presente nel catalogo delle Ville italiane, risale al medioevo ed è
uno degli edifici più prestigiosi, di proprietà degli Andriani fino
alla fine del ‘700, poi passato alla famiglia Sormani. E’ una piccola
perla incontaminata nel centro di Cologno, vi si accede da piazza
Mentana attraverso uno splendido arco d’ingresso. Qui troviamo
soffitti in legno e un episodio biblico “Giuseppe venduto dai
fratelli” situato nella fascia coronaria, sopra un camino è dipinto
Muzio Scevola. Nel loggiato sono riconoscibili lo stemma Scaligero e
quello Visconteo. Nella residenza si trovava un “oratorio” la cui pala
d’altare fu trasferita nella vecchia chiesa parrocchiale.
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Casa Biraga o Arosio |
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La Casa Biraga o Arosio risale al 1500 è adiacente al complesso
Sormani.
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Villa Cacherano d’Osasco |
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Il complesso edilizio di Villa Cacherano, attiguo all’antica Pieve di
San Giuliano, fu costruito dai Visconti tra la fine del ‘600 e i primi
del ‘700. Circondato da un complesso di cascine dell’epoca tardo
cinquecentesca, alla fine dell’800 divenne residenza estiva dei
signori Dall’Acqua, proprietari terrieri della zona, che partirono da
Cologno intorno al 1920 lasciandola alla famiglia Cacherano di Torino.
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Villa Citterio

Denominata la casa del Ponte dei Capitani d’Arzago, lascia intendere
l’esistenza di un ponte fortificato che sovrasta il fontanile.
Costituisce un esempio architettonico particolare per l’assenza di una
facciata rappresentativa verso l’esterno, e questo autorizza l’ipotesi
di una villa sorta nel XVI secolo sui resti del Castello di cui erano
visibili i ruderi nel 1858. Fu poi trasformata in palazzo residenziale
con cascina. Dal 1845 fu denominata “la ca’ de l’or” con l’apertura
del laboratorio di passamaneria artigianale. La Villa è sede del
Centro Anziani e i rustici sono adibiti a mini alloggi per anziani.
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Monastero di S. Ambrogio |
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L’antico Monastero è di origine medioevale, di proprietà dei monaci di
Sant’Ambrogio.
Nel X-XII sec. si ha notizia dell’esistenza di un complesso a pianta
quadrangolare con corte centrale a forma trapezoidale, come risulta
dalle mappe catastali di Carlo VI.
Dalle finestre ad arco gotiche e romaniche si rileva che l’unica parte
antica di origine medioevale è la facciata Nord. L’unica parte
conservata quattrocentesca è il portico a colonne in granito con volte
a crociera tipicamente lombarde.
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La Filanda |
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Una parte del Monastero di Sant’Ambrogio, per volontà del proprietario
che lì risiedeva, fu destinato a Filanda e divenne una delle prime
“industrie” di Cologno. Qui circa 100 persone, in prevalenza donne,
lavoravano i bozzoli che erano prodotti dagli allevamenti dei bachi da
seta delle cascine colognesi. Trasformata poi in un laboratorio
tessile di nastri e elastici, attività che durò fino agli inizi del
1960. E’ stata completamente restaurata e adibita ad abitazioni
private e esercizi commerciali.
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Chiesa San Marco e Gregorio (ex parrocchiale)

L’attuale edificio è di epoca secentesca ed è stato costruito
inglobando la precedente chiesa medioevale. Entrambi gli edifici erano
situati sui terreni di proprietà del Monastero di Sant’Ambrogio,
acquistati nel 1600 circa dagli eredi Besozzi. Subì diverse modifiche,
ampliamenti e rifacimenti anche negli anni successivi. Nel 1977 la
Soprintendenza ai Monumenti della Lombardia riconobbe il valore
culturale dell’edificio e ne vietò la demolizione. La facciata è stata
restaurata, ma l’interno necessita di un grande intervento di restauro
non ancora attuato per mancanza di fondi.
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Chiesetta di Santa Maria |
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Dal libro di Gabriella Rossetti si apprende che l’origine storica
della chiesetta risale all’antico villaggio medioevale di Sertole.
All’interno troviamo una splendida Madonna col Bambino posta sopra
l’altare, che presenta numerose affinità con i dipinti di Bernardino
Luini.
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San Maurizio al Lambro |
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Proseguendo il cammino verso Monza si arriva a San Maurizio al Lambro
il cui nome d’origine era Albairate, diventato poi Malnido in seguito
a un’affermazione del Barbarossa. L’imperatore, accampandosi in
Albairate, lungo le rive del fiume Lambro, fu sorpreso dalle acque del
fiume in piena riportando perdite di armi e vettovaglie, e si narra
esclamasse “meglio allontanarsi da questo Malnido, ha provocato più
danni il suo fiume che una battaglia”.
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Chiesetta Oratorio di Malnido |
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Nulla è rimasto della Chiesetta Oratorio dedicata a San Giovanni
Battista, costruita nel 1743 dai canonici di Monza che erano
proprietari in Malnido. Adibita al culto fino al 1929, vi si trovava
un prezioso quadro di fine Ottocento raffigurante la Sacra Famiglia e
chiamato “Madonna della Neve”; il quadro attualmente si trova
nell’attuale chiesa parrocchiale. E’ appunto attorno a questa
chiesetta che inizia la vita di Malnido.
E’ del 1866 l’aggregazione a Cologno Monzese delle due frazioni di
Malnido e Bettolino Freddo che facevano parte di Moncucco.
Il Lambro è tra gli artefici principali della storia di San Maurizio,
sia per le gite che un tempo lì si facevano per pescare, che per i
numerosi straripamenti. Alcune memorabili esondazioni sono ancora vive
nella memoria dei cittadini la penultima risale al 1976. Nel novembre
2002 la grave situazione meteorologica ha portato disastri su tutto il
territorio nazionale, ingenti i danni causati dall’esondazione del
Lambro.
San Maurizio è divenuto tristemente famoso in passato per la discarica
delle acciaierie Falk di Sesto San Giovanni, estesa per 300.000 metri
quadrati ad ovest del fiume Lambro e precisamente nei pressi di San
Maurizio.
Nel 1987 furono definitivamente sospesi gli scarichi nell’area di San
Maurizio e la zona fu piantumata e cosparsa di terreno. La
riqualificazione di questa grande area è tra gli obiettivi
dell’Amministrazione Comunale.
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Chiesa di San Maurizio al Lambro |
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Nel 1905 iniziarono i lavori di costruzione della nuova chiesa
parrocchiale, che fu consacrata un anno dopo nel giorno della “Madonna
della Neve”.
Nel 1939 fu ampliata la chiesa e nel 1950 fu sostituito il vecchio
altare di legno.
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