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...primi secoli dell'era cristiana, anche se i reperti archeologici più attendibili testimoniano della ragguardevole importanza che la fortificazione denominata Campus Coronatae deteneva durante l'età romana. Lo stesso nome Coronatae deriverebbe dall'antico corona, intesa nel significato di cresta di monte, con esplicito riferimento ai tre scogli (i tre corni) presenti nel letto del fiume Adda. Alcuni studiosi, e in particolare l'équipe di archeologi diretta del Prof. Brogiolo, ritengono che l'origine dell'insediamento potrebbe addirittura risalire al II o al III secolo avanti Cristo, poiché sia la desinenza ate (da aitè: luogo, contrada), sia l'epigrafe incisa sulla lapide inserita nella torre campanaria, indicherebbero l'origine gallo-romana dell'insediamento. È tuttavia in età longobarda che il Borgo Campus_Coronatae diventa un centro rilevante. Nel VII secolo dopo Cristo, infatti, il re dei Longobardi Cuniberto eresse una chiesa dedicata a S.Giorgio e un monastero benedettino in località Cascina Fugazza. Il villaggio crebbe così di importanza tanto che, durante la dominazione spagnola, l'imperatore Carlo V lo costituì in feudo cedendolo al Marchese Pagano d'Adda, la cui famiglia, dopo varie vicissitudini, lo cedette alla potente famiglia Morrone. Un ultimo cenno merita l'unico edificio di effettiva rilevanza storica presente sul territorio cornatese: l'imponente Villa Paradiso. Posta in una suggestiva posizione sulla sponda destra dell'Adda, fu fabbricata alla fine del secolo XVI dai Gesuiti e da loro tenuta sino al 1773, quando la compagnia venne soppressa dall'imperatore d'Austria-Ungheria Giuseppe II. Oggi, dell'impianto originario, sopravvivono solo alcune vestigia, fra cui la piccola chiesa rinascimentale dedicata a Sant'Ignazio di Loyola. Se dalla Villa ci si sposta lungo il corso dell'Adda in direzione nord, si incontra la frazione di Porto d'Adda. La storia di questa frazione è strettamente legata a quella del capoluogo, come del resto testimoniano i documenti più antichi, i quali riportano che Porto d'Adda si chiamava, intorno al XII e al XIII secolo, Porto di Cornate (Portus de Coronatae). Col passare del tempo, il guado di Porto acquisì maggiore importanza strategica e commerciale, dato che l'Adda in quel punto segnava, dal 1428 alla caduta della Repubblica di Venezia nel 1797, il confine tra il Ducato di Milano e lo Stato Veneto. Proprio durante il periodo della dominazione spagnola ed austriaca poi venne realizzato il cosiddetto Naviglio di Paderno, che collegava Brivio a Porto nel tratto in cui l'Adda non è navigabile, poiché dopo Paderno il fiume scorre in una profonda gola. L'opera, che doveva permettere la navigazione fra il lago di Como e la città di Milano, ebbe inizio nel 1520 e, a causa di guerre, pestilenze e controversie, fu inaugurata dall'Arciduca d'Austria Ferdinando solo nel 1777. Ricordiamo che ai giorni nostri il Naviglio è impraticabile in più punti e che solo negli ultimi anni un comitato di associazioni ha preso l'impegno di restaurare quel prezioso manufatto di conche e di chiuse. A livello della Conca Grande sorge, in mezzo alla Valle dell'Adda tra il Naviglio e il fiume, il Santuario della Madonna della Rocchetta. Si chiama così perché anticamente vi sorgeva un castello, con le macerie del quale si costruì poi il Santuario. Fu eretto al tempo della costruzione del Duomo di Milano (1386) dal fisico Beltrando Cornatese, che vi chiamò i frati eremiti dell'ordine di S. Agostino, i quali peraltro vi rimasero solo per pochi decenni. All'inizio del XVI secolo, infatti, Filippo Maria Sforza fece occupare l'altura rocciosa, trasformandola in fortilizio e mettendo una guarnigione di soldati, lasciando comunque intatta la chiesa. Caduti gli Sforza, il forte fu abbandonato e il Santuario, dopo un lungo periodo di decadenza, è stato di recente restaurato e restituito ai fedeli e al pubblico. Sempre a Porto d'Adda, lungo la strada alzaia, si trovano due manufatti di grande pregio: le centrali idroelettriche Bertini e Esterle. La centrale elettrica Bertini, attivata nel 1898 con una potenza di 16.264 HP tramite una derivazione presa all'altezza della prima conca del Naviglio di Paderno, rappresenta un prezioso repertorio di ricerca stilistica fra richiami neoclassicheggianti e citazioni decorative desunte dalla tradizione locale; la centrale, per le sue particolarità costruttive, fu a lungo annoverata fra le prime in Europa. Seguendo il canale di restituzione delle acque si raggiunge, a poco più di un chilometro verso sud, la centrale elettrica Esterle, funzionante dal 1914 in parallelo con la Bertini. Anche nel caso della Esterle l'applicazione dei temi architettonici è tale da dissimulare la reale funzione dell'edificio, che si avvicina quasi al carattere di una residenza signorile. La frazione più importante di Cornate d'Adda è Colnago, che fu anche Comune autonomo, prima del Regio Decreto del 9 giugno 1870 che lo aggregò a Cornate, come già lo era ai tempi del primo Regno Italico (in età Napoleonica). Il nome deriva da "Colonius"; forma di denominazione derivata da "Cuminagum", oppure dal latino "Columnatus" (colonnato), forse a indicare l'esistenza di un edificio a colonne. Le due torri tuttora esistenti sono le uniche testimonianze dell'età medievale. Nel 1629 vi passò l'esercito alemanno, portandovi la peste: la croce di San Rocco ricorda i morti del contagio.
È compito dei cittadini e soprattutto del Comune salvaguardare la memoria di
tale glorioso passato e di tutelare quanto di quel passato ancora oggi
sopravvive nei monumenti lasciatici in eredità. |