F i e r a d i m i l a n o .i t






 

Popolazione: 4.580
(2001)
Indirizzo: via Damiano Chiesa 14
Cap: 20020
Telefono: 0331/431517

   
Dairago è un paese situato in provincia di Milano, a 32 km dal capoluogo, nell'alta pianura al limite con la provincia di Varese, in un territorio ancora in parte coperto da boschi, non lontano dai fiumi Olona (che scorre a 5 km a levante) e Ticino (distante 10 km a ponente).
Il comune ha l'estensione di 5,63 Km2; confina a nord con Bienate (Comune di Magnago), Borsano (Comune di Busto Arsizio) e Legnano; ad est con Villa Cortese; a sud con Busto Garolfo, Olcella (Comune di Busto Garolfo) e Arconate; ad ovest con Buscate.
Le coordinate geografiche del Municipio dairaghese sono: latitudine 45°34'12" Nord, longitudine 8°51'59" Est, Altitudine 196 m sul livello del mare.
 

      Da vedere:

   


Dell’antico nucleo abitativo del paese restano diverse “corti”, strutturate con stanze e rustici dislocati lungo il perimetro di uno spazio centrale aperto.
Tra gli edifici che mostrano nella loro tipologia un’origine gentilizia, il più insigne é il cosiddetto Camaóón, costruito nel 1550 dal nobile Giovanni Francesco Casati sul luogo dell’antica domus magna dei Della Croce, di cui conserva l’ampia cantina. Questo palazzo è stato per secoli al centro di una sorta di terrore popolare di cui rimangono echi nella tradizione orale, provocato da scelleratezze e prepotenze compiuti dai proprietari. Dopo i recenti lavori di ristrutturazione, sulle pareti esterne restano parte degli affreschi datati 1566, nei quali si legge il motto “forse che sì, forse che no” adottato da Vincenzo Gonzaga duca di Mantova.
Un’altra costruzione di notevole interesse è la torre belvedere edificata nel 1812 dal patrizio milanese Luigi Lampugnani, dominante le proprietà ereditate dai marchesi di Felino e conti di Tiorio nel parmense. Un ampio portale, di gusto rinascimentale, si apre nel più antico dei due cortili appartenuti alla nobile casata Lampugnani; sulla vera ottagonale del pozzo, nel cortile più moderno, è incisa la data 1898, ai fianchi si aprivano in origine due portichetti, ornati da rilievi e sostenuti da colonne granitiche.
Lungo un fianco della Via Fiume si snoda un cortile munito di porticati a colonne, appartenuto alla famiglia Corti, che conserva un’ampia cantina “da vino”, come precisano le scritte poste al suo ingresso nel 1763: “Il bere nell’entrar ti si concede, ma nell’uscir non ti vacilli il piede”. Sull’altro fianco della stessa via si trova il giardino in cui sorgeva la villa dei baroni Castelli, poi passata ai Tosi-Besana e infine demolita.
Ancora in Via Fiume, sopra un muro sgretolato, sono stati scoperti i frammenti di pregevoli pitture risalenti alla metà del ‘300, che costituiscono l’ultima traccia della residenza affrescata appartenuta alla nobile famiglia Vismara, ricordata solo da un brandello del suo stemma.

L’antica chiesa plebana e collegiata di S. Genesio, che custodisce la pila romanica del fonte battesimale, ha evidentemente origini remote. Gli scavi archeologici del 1997 hanno portato alla luce un’area sacra, con un primitivo sacello a pianta circolare circondato da sepolture, sopra la quale poggiano diversi strati di fondamenta e di pavimentazione della chiesa, più volte ricostruita nel corso del Medioevo, disseminata di sepolcri e munita di un’abside semicircolare rivolta ad oriente.
L’attuale struttura della prepositurale risale al 1878-88, quando venne ampliato il precedente edificio rovesciandone l’orientamento, affiancato da un nuovo campanile eretto nel 1892. All’interno della navata si distinguono l’altare del Crocifisso (1785) e l’organo di Pietro Bernasconi (1882).
Dell’originario complesso religioso della pieve non rimane nulla, dopo la demolizione dell’antica ed ampia canonica situata a settentrione della chiesa e delle vecchie abitazioni antistanti.
Luogo di particolare devozione è la chiesa della Madonna in Campagna, che si trova ai limiti orientali del paese; edificata nel 1522, venne dotata di sacrestia nel 1751, del pronao nel 1937 e del campanile alla fine dell’ultima guerra. Svolge la funzione di pala d’altare un affresco quattrocentesco raffigurante la Madonna del Latte, forse appartenente alla originaria chiesa di S. Nazaro, che sorgeva al posto di quella attuale. Notevoli sono gli affreschi sulle pareti datati 1551 e 1674 nonché il paliotto in cuoio bulinato e decorato, pregevole prodotto dell’arte veneta del Settecento con l’immagine della Madonna dell’Aiuto.

      Monumenti e Luoghi

 

La chiesa
 

Camaòòn

   


Torre Belvedere

 

Manifestazioni

Fiera primaverile di merci e bestiame
Si svolge il Lunedì successivo al "Lunedì dell'Angelo" (8 giorni dopo Pasqua)
Nelle vie del paese: Via Garibaldi, Via XXV Aprile, Piazza Colombo
dalle ore 07,00 alle ore18,00
A disposizione 110 posteggi
Previsto settore alimentare e non