F i e r a d i m i l a n o .i t
   
...comunque alla Brianza, nome - presumibilmente derivato dalla parola celtica "brig" o "briga", che significa altura, collina - con il quale si designa comunemente il territorio delimitato ad ovest dal Seveso, a sud dal canale Villoresi, a est dall'Adda e a nord dalle Prealpi lombarde. Nel Medioevo era espressione dell'unità politica della Brianza il contado rurale della Martesana, che comprendeva anche la pieve di Seveso, a cui Lentate sarebbe appartenuto fino al XVI secolo, prima di diventare una parrocchia autonoma.

L'origine del toponimo "Lentate" è incerta. Il Parroco Don Giovanni Varina (vissuto nel XIX secolo) nel suo Zibaldone propone tre interpretazioni: la prima fa derivare "Lentatum" da "Lentificatum", luogo in cui cresce il "lentificus", o lentischio (pianta olifara, coltivata nel comasco in epoca romana); in base alla seconda ipotesi, sarebbe stato il corso "lentus", placido, tranquillo del fiume Seveso a conferire il nome al paese; la terza interpretazione, infine, considera "Lentate" come voce contratta di "Linteatum", termine che alluderebbe alla produzione di lino in uso già tra i Galli in questa località.

Nel 1862, su richiesta del Ministero dell'Interno, il Comune dovette aggiungere a "Lentate" un'ulteriore denominazione che lo distinguesse da altri Comuni aventi lo stesso nome (c'era per esempio un Lentate vicino ad Angera). Il Consiglio Comunale scelse allora di accostare a Lentate "sul Seveso". Con l'approvazione accordata nel 1941 da Vittorio Emanuele III anche Lentate poté darsi uno stemma proprio. Ne risultò un emblema intessuto di reminiscenze storiche: una banda dorata ad onde, simboleggianti il fiume Seveso, suddivide diagonalmente il fondo rosso recante due raffigurazioni che riproducono l'una un porro - allusione all'omonima famiglia feudale di Lentate, vassalla del monastero di S. Simpliciano di Milano fin dal XII secolo -, l'altra il castello che anticamente pare sorgesse a Copreno. Lo stemma, sormontato da una corona a mura merlate, in ricordo delle lotte per l'autonomia sostenute dai Comuni italiani, è racchiuso da un ramo di quercia e da un ramo di alloro, auspicanti solidità e gloria.