F i e r a d i m i l a n o .i t






 

Popolazione: 3.490
(2001)
Indirizzo: via San Bernardo 41
Cap: 20010
Telefono: 02/97285013

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Il Comune di Mesero è situato verso l’esterno ovest della Provincia di Milano, in direzione di Novara. Dista dal capoluogo circa 27 Km in linea d’aria. Confina a nord con Inveruno, a est con Ossona, a sud con Marcallo, a sud-ovest con Boffalora sopra Ticino, a ovest con Bernate Ticino e Cuggiono.

Il comune si estende per 569 ettari; è totalmente pianeggiante con una quota massima di 157 metri sul livello del mare verso nord ed una quota minima di 147 metri verso sud. Il Ticino scorre a cinque km a Ovest. Dal punto di vista geologico il terreno è costituito dal potente strato alluvionale della Pianura Padana: è acido in quanto formato principalmente da detriti di rocce
 

      Un pò di storia

   


La testimonianza più antica di Mesero risale a duemila anni fa, al tempo dei Romani: è l’ara, attualmente posta in Municipio. La pietra venne scoperta nel 1921 nei pressi della cascina Sant’Eusenzio. E’ un’ara di granito alta un metro, larga cm 46, con profondità di cm 36. L’iscrizione è su quattro righe: MERCURO C. CASSIUS PHO(ebus) V(otum) S(olvit) L(ibens) M(merito) cioè “Caio Cassio Febo sciolse il voto a Mercurio di buon grado e a ragione”. Si tratta di una dedica per lo scioglimento di un voto a Mercurio, il cui culto era diffuso largamente nella zona. L’ara può essere datata con sufficiente sicurezza nel primo secolo dopo Cristo, ci rivela che Mesero era abitata fin dal tempo dei Romani e che era un centro di culto. E’ importante anche il luogo del ritrovamento nei pressi di un fontanile.  E’ noto che le popolazioni celtiche istituivano i loro luoghi religiosi presso l’acqua ed è possibile dedurre che i Romani abbiano sovrapposto e sostituito il culto di un loro dio ad un’altra divinità degli Insubri. Il nome della cascina dove è stata scoperta l’iscrizione Sant’Eusenzio, è una forma dialettale di Sant’Innocenzo, martire della Legione Tebea, al quale era dedicata a Mesero una chiesa esistente già nel 1200. L’edificio sacro venne demolito e il suo nome riappare applicato solo alla cascina e posteriormente alla strada che collega il fabbricato rurale allo stradone della Madonna (attuale via San Bernardo). Significativo è il toponimo “Gesa Rotta” (chiesa rotta) che contraddistingue un’ampia zona, che si estende a un centinaio di metri ad est dalla cascina.