F i e r a d i m i l a n o .i t





 

Popolazione:23.950
(2001)
Indirizzo: piazza della Vittoria 7
Cap: 20015
Telefono: 0331/406011

   
Nel nome Parabiago sono sottesi etimi che ne indicano le origini. Luogo abitato dal tempo dei Celti, il territorio di Parabiago ha lasciato resti archeologici che ne testimoniano la ricchezza culturale, storica ed economica.

Una delle più importanti testimonianze archeologiche ritrovate nel territorio parabiaghese è la Patera di Parabiago: si tratta di un piatto d'argento in cui è rappresentata l'effige di un mito pagano.
La "Patera"
era un piatto di ornamento, di illustrazione e di comunicazione religiosa.
Quello ritrovato era stato usato come copertura di un vaso "cinerario": un contenitore dentro cui erano state collocate le ceneri di un morto.

Essa risale, probabilmente, all'epoca dell'Imperatore Romano Giuliano, detto l'Apostata, della seconda metà del secolo IV Dopo Cristo, che regnò esattamente dal 361 al 363 dell'epoca cristiana.

Tuttavia non è un piatto cristiano: la patera rappresenta una mitologia pagana, quella relativa alla dea Cibele, di origine orientale. Con la riproposizione di questo messaggio religioso l'imperatore Giuliano, o chi per lui, voleva spazzare via il cristianesimo che si stava affermando in tutto l'impero romano per ritornare alle antiche religioni. Con questo rinnegava suo zio, Costantino il Grande, e suo cugino, Costanzo, che da imperatori romani avevano in tutti i modi favorito il diffondersi del cristianesimo. 

Per questo Giuliano viene chiamato "L'Apostata" da tutta la storiografia successiva, colui cioè che rinnega la religione cristiana dei padri.
A causa di ciò la patera è di importanza enorme. Fu ritrovata a Parabiago nel lontano 1907, per caso, durante lo scavo di alcune fondamenta. E' tutta fatta di argento quasi puro, più di tre chili e mezzo, cesellato e lumeggiato in oro da abilissimi artigiani: uno degli oggetti più belli e ben conservati che ci provengono da quel periodo.
 

      Da vedere:

   

La più importante chiesa di Parabiago è la parrocchia più antica, dedicata ai Santissimi Gervaso e Protaso. 

Da piccola parrocchia di campagna la chiesa si è sviluppata nel corso dei secoli fino ad ottenere restauri e rifacimenti che hanno visto l'opera di grandi artisti italiani. La sua facciata e la sistemazione della sua piazza antistante è dovuta al Piermarini, il famoso architetto che ha progettato il Teatro Alla Scala di Milano.

 

 

Legata ad un evento importantissimo nella storia del Ducato di Milano é la chiesa di S. Ambrogio della Vittoria. Costruita nel luogo della famosa battaglia del 1339 nella quale Azzone Visconti affermò il suo dominio sul territorio del Milanese contro i pretendenti sostenuti da potenze straniere. 

Alla primitiva chiesetta fu aggiunta una Collegiata e un Monastero di Cistercensi che divenne una potenza religiosa culturale ed economica dell'alto milanese.

 

Affascinante per la sua collocazione, in mezzo ai campi, per la sua struttura architettonica e per la sua decorazione in stato è la chiesa della "La Madonna di 'Dio il Sa": un'antica cappella posta ai confini dei possedimenti del monastero è diventata luogo di culto amato da tutti i parabiaghesi.

 

 


Altrettanto importanti nella memoria, nel culto e nella tradizione dei nostri cittadini sono le chiese di: S. Maria Elisabetta; San Michele; la chiesa di Villapia, di Ravello e di San Lorenzo.
 

 

                                                      S. Maria Elisabetta

Villa Corvini
Ormai affermatesi come centro congressi, ancorché piccolo, è dotato di ottimi  impianti ad elevata tecnologia. Villa Corvini è emersa brillantemente da una lunga dimenticanza dopo un recente restauro che l'ha restituita agli antichi splendori.
 

Museo Carla Musazzi
Via Randaccio, 11
Orari: dalle 9:00 alle 12:30 dalle 15:00 alle 19:00
Entrata gratuita

Museo del Bonsai

Un museo permanente unico al mondo nato dalla volontà di offrire, a tutti coloro che si interessano di bonsai, la possibilità di ammirare una preziosa collezione che comprende piante secolari, vasi e libri antichi provenienti da diversi paesi dell'Estremo Oriente. 
Il pezzo più significativo della collezione è senz'altro il millenario Ficus retusa linn, collocato al centro di una pagoda fra due cani cinesi dell'Ottocento in legno scolpito.
Lungo i massicci tavoli di ardesia si allineano altri autentici capolavori: esemplari ultracentenari educati dai più famosi maestri giapponesi fra cui Kato, Kawamoto, Kawahara e  Ogasawara.

 

      Monumenti e Luoghi

 


     
San Michele
 

       
        
Chiesa di Villapia

   

San Lorenzo