F i e r a d i m i l a n o .i t





 

Popolazione: 7.649
(2001)
Indirizzo: largo Repubblica 3
Cap: 20057
Telefono: 039/24861

   
Vedano Ŕ situato a 3 Km. a nord di Monza e posto lungo la riva destra del Lambro in posizione sopraelevata.
E' stato un "vicus" di origine romana come testimoniano i ritrovamenti del 1880 dei resti di una strada, di un sepolcreto e di altri piccoli reperti archeologici.
Se il nome non deriva da un gentilizio latino, alcuni ritengono tragga origine dalle dee Vedanie che pare qui avessero il loro culto.
Vedano fu anticamente in buona parte proprietÓ dell'Arcivescovo Asperto di Milano che lo cita nel suo testamento dell'11 dicembre 879.
All'epoca dei Comuni era munito di un castello e quindi risentý delle lotte tra Guelfi e Ghibellini. Venne poi aggregato al Comune di Milano passando successivamente al Contado della Martesana appartenente alla Pieve e al fondo di Desio, del quale seguý le vicende fino al 1729, anno in cui, alla morte del conte G. B. Scotti, pass˛ alla Real Camera. Fu sede di due Case di Umiliati.
Nell'800 il paese si estendeva per buona parte del suo territorio nell'attuale Parco di Monza e comprendeva le importanti ville del Mirabello e del Mirabellino, il mulino del Cantone, la Fagianaia Reale, la Cascina Fontana, l'Autodromo e l'Ippodromo. Nel 1928 questa parte del territorio venne assegnata al Comune di Monza.
 

 

      Da vedere:

   


La Chiesa Parrocchiale

che nelle sue forme attuali Ŕ della fine dell'800, ci sono notizie fino dalla metÓ del 500; doveva trattarsi di un edificio di piccole dimensioni, con una torre campanaria sulla destra e sullo stesso lato il cimitero. Questo primo edificio aveva avuto nel tempo ristrutturazioni e ampliamenti; nel 1842 era stato costruito l'attuale campanile e nel 1860 il Consiglio Comunale aveva deliberato l'acquisto di un concerto di cinque nuove campane.
La Chiesa, dedicata a S. Stefano nel 1899, Ŕ decorata sulla volta della navata centrale da quattro affreschi, realizzati nel 1955 dal pittore monzese Vilasco Fiorentino, che raffigurano il Beato Gentile da Vedano, la Pentecoste, la Madonna della Misericordia venerata dai fedeli e S. Giuseppe artigiano con Ges¨ giovinetto.
Il ciclo di affreschi pi¨ importante e di maggior interesse culturale risale invece all'ultimo decennio del 1800 ed Ŕ opera del Tagliaferri, autore dei dipinti della cupola, dell'abside e delle lunette delle navate laterali.
Al centro della cupola Ŕ rappresentata la Glorificazione di S. Stefano; nei pinnacoli della cupola figurano i quattro Evangelisti; al centro dell'arco trionfale, l'Adorazione dell'Angelo mistico; nel catino absidale sono rappresentate le tre Virt¨ Teologali.
Sono presenti opere pittoriche degli inizi del XVII secolo. Due grandi tele sulle pareti a lato del presbiterio che raffigurano la nascita e la morte della Madonna. Una terza Ŕ collocata sulla parete interna dell'ingresso e rappresenta l'Adorazione dei Magi.

L'Oratorio di S. Maria delle Selve

Al confine con Biassono, ha origini molto antiche. Forse si tratta della stessa cappelletta che esisteva giÓ prima del 1300 nelle boscaglie che occupavano allora quel tratto di territorio.
Sul piazzale aveva luogo annualmente una fiera ed era per i monzesi, specie durante il carnevale, luogo di ritrovo e baldoria. Le feste furono abolite nel 1574.
La chiesa fu visitata nel 1604 dal Cardinale Federico Borromeo che lasci˛ scritto:

" Nella nicchia Ŕ riposta un'immagine egregia della Beatissima Vergine che porta il figlio Cristo, immagine di marmo bianco scolpita con arte. Sulla porta si vede un'immagine della B.V. Maria scolpita."

Nel 1842 l'edificio fu integralmente rimaneggiato in concomitanza con l'edificazione della Villa Litta.
A quel periodo risale la costruzione della torre in stile Tudor. L'Oratorio fu poi ancora restaurato nel 1891 per iniziativa di Eugenia Litta secondo lo stile rinascimentale lombardo.
Eugenia Litta ricav˛ poi nella torre la tomba che accoglie le sue spoglie, quelle del marito e del figlio.
L'Oratorio Ŕ ora di proprietÓ dell'Ospedale Maggiore di Milano.

Villa Litta

Nell'anno 1730 Vedano al Lambro divenne proprietÓ dei Marchesi Gallarati Scotti.
All'inizio del 1800, sull'area dove oggi sorge Villa Litta, esisteva ancora una dimora gentilizia di modeste proporzioni, unita a case coloniche di proprietÓ dei Gallarati Scotti.
Nel 1811 la proprietÓ venne acquistata dal conte Alberto Litta, membro della prima Deputazione Comunale di Vedano. Alla sua morte, nel 1832, la proprietÓ passava al nipote duca Giulio Litta Visconti Arese che a metÓ del secolo ricostruý completamente il precedente edificio. Su progetto dell'architetto Luigi Chierichetti di Milano, fece edificare in stile anglosassone Tudor l'attuale villa e in seguito cre˛ il parco e il giardino.
Per la Villa lo stile gotico anglosassone segue la versione di moda nel XVII secolo.
Lo schema, in pianta, prevede un corpo centrale rettangolare su cui sono appoggiati perpendicolarmente due corpi ottagonali.

La Villa di Re Umberto

Nell'area dell'oratorio maschile di Vedano, Ŕ situata una villa di probabile origine settecentesca e ristrutturata nelle forme attuali a metÓ ottocento.
La villa, nel 1878, fu acquistata da Umberto di Savoia che la us˛ come stazione di soggiorno e casino base di caccia. Rimase proprietÓ dei Savoia fino al 1902.
L 'edificio Ŕ dotato all'interno di una grande scala in legno a tre rampe, accompagnata da una elegante ringhiera in ferro battuto.
Le sale interne sono decorate da preziosi
                                                                        stucchi, pitture e porte dipinte.         


I
l Santuario della Misericordia

Sull'origine di questo Santuario non ci sono notizie certe. Una tradizione popolare vorrebbe che per un'epidemia di peste, molte persone fuggissero dalle case e si rifugiassero nei boschi della zona. Qui apparve l'immagine della Madonna e la peste finý.
Fu eretto sul posto un primo Tabernacolo poi una piccola Cappella (forse l'attuale altare).
A metÓ del 500 la Cappella venne ingrandita e da questa data ci sono le prime notizie storiche.
San Carlo Borromeo la visit˛ nel 1579.
Nel 1896, il pittore Tagliaferri restaur˛ e ravviv˛ l'importante affresco raffigurante l'apparizione della Vergine

      Monumenti e Luoghi


Largo Repubblica



Centro storico