F i e r a d i m i l a n o .i t





 

Popolazione: 3.091
(2011)
Indirizzo: piazza Comunale 4
Cap: 20080
Telefono: 02/9440301

   
Il nome Vermezzo potrebbe derivare da “viridis medium” che significa “in mezzo al verde”, o “vere medio” che significa “in mezzo alla primavera”, o, come suggerito da Olivieri, potrebbe avere origine dal latino “vermicius”, cioè “rosso” da cui discende il nome vermiglio che il dialetto milanese avrebbe trasformato in vermecc, avente il significato di prosperoso.
Il nome Vermetio, Vermezio o Vermezio appare già dal 955 in antichi atti che registrano pas-saggi di proprietà tra cittadini di evidente origine germanica, a testimonianza della presenza di famiglie longobarde sul territorio e la chiesa, una pratica attuata dai discendenti ariani per confermare la loro conversione alla fede cattolica.
Tra i numerosi enti ecclesiastici che possedevano proprietà terriere a Vermezzo nel 1273 compare per la prima volta...Continua
 

      Da vedere:

   


Chiesa di S. Zenone

Anche la Chiesa di San Zenone compare per la prima volta nelle carte del X secolo, ma potrebbe avere anche origini antecedenti a quella data. Quando, nel 1957, furono eseguiti i lavori per realizzare una nuova pavimentazione sotto la quale installare un impianto di riscaldamento, gli operai si imbatterono un una antica muratura con tracce di affresco e fu quindi avvertita la Sovrintendenza. Si trattava della base di un’abside circolare del diametro di 6 m, attorno alla quale, eseguendo ulteriori scavi furono trovati frammenti di af-freschi di raffinata esecuzione che potrebbero risale all’età tardoromana. Si trattava quasi certamente di una cappella privata del castello, ma l’ubicazione al centro del villaggio ne favorisce il passaggio a parrocchia, consentendole di sopravvivere alle altre cappelle edificate nei dintorni.
Quando nel 1569 S. Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, inviò un suo visitatore nella pieve di Rosate, questi trovò la chiesa di San Zenone in uno stato assai precario, priva di pavimento e di tetto e minacciava di rovinare da ogni parte. Una nuova visita pastorale viene effettuata da un delegato del cardinale Federico Borromeo nel 1597 e questi trova invece la chiesa in buone condizioni, segno che i decreti emessi da S. Carlo Borromeo a seguito della prima visita avevano ottenuto il risultato desiderato. La descrive con le pareti intonacate, il soffitto in legno ed il pavimento in mattoni, con un nuovo pulpito; la porta principale è senza vestibolo ma la facciata è interamente dipinta. Sul lato meridionale della chiesa c’è il cimitero ed il campanile è presso l’altare maggiore. Vi è poi un altare laterale intitolato all’Assunzione con una tela “bellissima” di uguale soggetto. Le memorie di Don Schianno descrivono accuratamente i lavori eseguiti nel XVII secolo: costruzione della sagrestia e della balaustra, prolungamento di una campata dell’unica navata della chiesa e realizzazione del coro maggiore, innalzamento dell’abside e realizzazione della nuova facciata. Ma la peste, la crisi economica conseguente e la guerra resero estremamente lunghi i lavori che dureranno circa quarant’anni. Per la messa in opera di un nuovo tabernacolo si deve giungere al 1663: realizzato da Carlo Garavaglia su richiesta del conte Giuseppe Panigarola era alto sei braccia, realizzato in legno di pioppo con pietre preziose e figurine in rilievo che rappresentavano santi, angeli e sibille.
La scelta di materiali nobili e di aspetti decorativi di particolare pregio rallenta non poco il compimento delle opere di restauro.
Recentemente la chiesa è stata oggetto di un nuovo intervento di restauro, che ha restituito agli intonaci, agli stucchi ed ai marmi il loro splendore originario.


 

Palazzo Pozzobonelli

Il castello di epoca franca, divenne dimora dei Pozzobonelli, una delle 36 famiglie nobili milanesi che esercitavano il dominio spirituale e temporale sulla città, con grandi possedimenti a Vermezzo fin XIII secolo.
Quando nel 1492 Gottardo Panigarola prende prima in affitto e poi acquista l’ala nobile del castello, l’intera struttura si estendeva dalla strada verso la chiesa alla roggia Longona, comprendendo diverse residenze della famiglia Pozzobonelli.
Il Panigarola dispone subito per alcune importanti opera di ristrutturazione della casa nobile, che viene collegata ad un altro fabbricato parallelo mediante un corpo semplice con portico ad archi a pieno sesto retti da colonne e loggia sovrastante, una soluzione che richiama la loggia delle dame del castello di Vigevano. Ben poco si può sapere degli ambienti interni, che sono stati frazionati per ricavarne degli appartamenti. 

Di particolare interesse sono i medaglioni che decorano i fronti esterni del loggiato e nelle lunette del portico est: come nella piazza di Vigevano e nel castello di Cusago ritraggono esponenti della famiglia degli Sforza e di imperatori romani con decorazioni e simboli tipici di quei manieri.
La residenza si apre in una corte rivolta verso sud, porticata a est e nord, assumendo così il carattere architettonico della villa.
Un nuovo intervento alle decorazioni viene attuato dal cardinale Giuseppe Pozzobonelli, quando nel XVIII i Panigarola scompaiono dalla storia di Vermezzo ed il palazzo torna ad essere un possedimento della famiglia che per prima ne aveva condiviso le sorti.
L’arcivescovo di Milano la sceglie tra i suoi numerosi possedimenti quale residenza di villeggiatura e avvia il parziale rinnovamento delle decorazioni interne che adornano alcune sale e quelle dei soffitti a cassettoni.
Estintasi la dinastia, gran parte delle proprietà fu ceduta ai Pasini dal conte Lambertenghi, il quale impegnò anche il palazzo nobiliare, trascurato ed in condizioni precarie, e la proprietà di via Ponti Carmine, Casone Nuovo, situato di fronte alla torretta che era stata la colombaia dei Panigarola.
Nel 1861 i figli del conte Lambertenghi vendono il castello ed il Casone Nuovo a Pietro Azimonti, il quali li cede nel 1868 a Gerolamo Ponti e Rosa Carmine.
Dopo un lungo periodo di trascuratezza l’antico palazzo ha trovato nell’attuale proprietario arch. Lattuada un appassionato estimatore della sua storia e della sua antica architettura, at-tuando con molta cura un sapiente restauro. Le decorazioni e l’architettura che sono emerse in tale occasione hanno interessato storici dell’arte, in quanto richiamano lo stile bramantesco.
Nell’interno, oltre a vari ambienti d’epoca settecentesca, sono di notevole importanza due stanze del XV secolo affrescate con motivi floreali. All’esterno sono state riportate alla luce finestre gotiche, con eleganti cornici in cotto e tracce di decorazioni.


 

Torretta medioevale

Era parte di un più vasto complesso - un’azienda agraria nel cuore del paese - di proprietà dei Panigarola il cui stemma era scolpito su una pietra posta al termine del muro di cinta (oggi rimossa dal muro pericolante e sistemata nell’aula consiliare del Mu-nicipio). Era utilizzata come colombaia e recentemente è stata ristrutturata in quelle che si suppone fossero le sue forme originali, a ricordo di un importante pezzo di storia di Vermezzo che altrimenti sarebbe irrimediabilmente andato perduto.

Roggia Longona: la roggia che prende il nome dal suo primo proprietario, Giovanni Longone, non avrebbe in sé molta più importanza di quella che le deriva dall’essere un prezioso elemento per l’agricoltura di tutti i campi che attraversa, se non fosse per il nome del suo idea-tore, Guiniforte Solari, incaricato dal duca Galeazzo Maria Sforza di scegliere il luogo più adatto a scavare il bocchetto da sei once, lungo il Naviglio Grande, per consentire a Longone di portare acqua al mulino che intendeva edificare. Guiniforte Solari fu il più famoso ingegnere dell’epoca, impegnato nel Duomo di Milano, a S. Maria delle Grazie, all’ospedale Maggiore e presso la Fabbrica della Certosa di Pavia. Una scelta così importante può essere giustificata dall’importanza dei calcoli da eseguire per stabilire la portata della bocchetta e quindi la quantità di acqua da sottrarre al canale adibito a navigazione, progettando la modellazione necessaria alla presa per regolare il deflusso.
Molte le antiche cascine che ancora oggi raccontano di un tempo ormai lontano in cui furono importanti possedimenti dei Pozzobonelli e dei loro eredi: cascina Grande, una struttura atipica con impianto a guisa di castello sforzesco, cascina Montina, cascina Tavolera e la Rosa
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      Monumenti e Luoghi


La Torretta

 


Il parco


Monumento

 

Manifestazioni

 

 

 

 

Epifania

 

spettacolo di burattini

 

concerto bandistico per le vie del paese

 

 

 

S.Antonio Abate - a cura della Pro Loco

 gennaio

falò di S.Antonio

 

 

 

Carnevale

 marzo

carri di carnevale in collaborazione Parrocchia e Pro Loco

 

 

 

2° domenica di

maggio

 

festa del Villaggio Ravello in collaborazione con la Parrocchia

 

 

 

Festa di S. Zenone - in collaborazione con Parrocchia e Pro Loco

ultima domenica di maggio

bancarelle in piazza - giochi a cura delle associazioni sportive - concerto in chiesa

lunedì

pranzo per gli anziani

 

tombolata

 

 

 

Giugno - a cura della Pro Loco

tutti i fine

settimana

Giugno Vermezzese: balli e buona tavola nella meravigliosa cornice del parco comunale

 

 

 

2 giugno Festa

della Repubblica

 

 

 

 

 

Luglio

 

Luglio in Festa - cinema sotto le stelle a cura della Biblioteca Comunale di Vermezzo

 

 

 

ultima domenica di settembre: sagra d’autunno

 

Una giornata tra i prodotti della terra lombarda

 

pranzo in piazza a cura della Pro Loco

 

bancarelle di prodotti tipici

 

trucchi e pettinature colorate per i piccoli “folletti d’autunno”

 

 

 

Ottobre - a cura della Pro Loco

data da

concordare

festa delle castagne

 

Dicembre - a cura

della Pro Loco

 

tombolata e veglione di capodanno

 

Natale

data da concordare

Concerto in chiesa

vigilia

Gli zampognari percorreranno le vie del paese per augurare buone feste a tutti dalle 18 alle 20

 

Babbo Natale consegnerà doni ai bambini del paese